Come la GEA analizza i diamanti


Il giudizio della GEA – Analisi Gemmologiche, società indipendente dal mercato, sulla qualità e autenticità dei diamanti è insindacabile. La GEA utilizza per esprimere il proprio giudizio sui diamanti il sistema delle cosiddette 4C, sistema adottato dai professionisti dei preziosi di tutto il mondo. Le 4c del diamante (Peso in carati, Purezza, Colore, Taglio, in inglese Carat weight, Clarity, Color, Cut ), è un sistema universale per confrontare le loro qualità. Negli anni ‘40 e ‘50, il Gemological Institute of America (GIA) ha sviluppato il sistema delle 4C per classificare, confrontare e valutare i diamanti nel modo più omogeneo e obiettivo possibile.

Per saperne di più CLICCA QUI

Peso in carati

Per peso in carati si intende l’effettivo peso del diamante.

I diamanti e le altre gemme vengono pesati in carati metrici: un carato metrico è pari a 0,200 grammi, più o meno lo peso stesso di una graffetta. (Non confondere il carato con karato, ad esempio "Oro 18 K" si riferisce alla purezza dell'oro).

Proprio come un euro è suddiviso in 100 centesimi, un carato è suddiviso in 100 punti. Ad esempio, un diamante di 50 punti pesa carati 0,50. Ma due diamanti di pari peso possono avere valori molto diversi a seconda degli altri valori del sistema delle 4c: purezza, colore e taglio. La maggioranza dei diamanti utilizzati in gioielleria pesa meno di un carato.

Dal momento che anche una frazione di un carato può causare una notevole differenza nel costo, la precisione nella valutazione del peso di un diamante è cruciale. Nel settore dei diamanti, il peso è spesso misurato almeno in millesimi di carato e arrotondata ad un centesimo di carato.  I Diamanti con pesi maggiori di un carato sono espressi in carati e decimali. (Ad esempio, una pietra CT 1.08 potrebbe essere descritta come "uno punto e otto carati," o "uno e otto")

Il Carato, l'unità di misura del peso di diamanti e altre gemme, prende il nome dai sementi di carruba.

La parola deriva dall'arabo qīrā ("ventiquattresima parte"), a sua volta derivante dal greco kerátion, κεράτιον, diminutivo di keras (κέρας) ovvero "corno"), siliqua del carrubo, i cui semi si credeva avessero un peso estremamente uniforme, di circa 1/5 di grammo.

Che i semi del carrubo abbiano tutti un peso estremamente uguale è una credenza del passato, ormai sfatata: uno studio dell'Università di Zurigo ha constatato che il peso di tali semi varia, al pari di quello di tutti gli altri semi; gli scienziati suppongono che il seme del carrubo sia stato preso come peso comparativo per il fatto che è relativamente facile constatarne la differenza dimensionale a occhio nudo. Sono state fatte delle prove con delle persone che hanno stimato le dimensioni di vari semi, confrontandoli con un seme campione, con il risultato che il massimo errore di valutazione rientrava nel 5%. La variazione del peso di semi di carrubo presi alla rinfusa arriva al 25%.

Il carato fu rapportato e definito con precisione solo nel 1832 in Sudafrica, il luogo di maggior produzione ed esportazione di diamanti del mondo, dove ne fu stabilita la connessione con il sistema metrico decimale: pesando con una bilancia a braccia uguali più semi di carruba ed eseguendo poi la media aritmetica dei valori ottenuti ne derivò un valore pari a circa 0,2 grammi. Successivamente la quarta Conférence générale des poids et mesures del 1907 adottò come valore del carato (detto carato metrico) il peso esatto di 0,200 grammi.

Colore

Il Colore si riferisce alla quantità di colore di fondo presente nel diamante. I diamanti competamente privi di colore sono estremamente rari e costosi. Infatti, la maggior parte delle gemme utilizzate in gioielleria sono quasi incolore con leggere tracce di giallo o marrone. I diamanti "neri" non sono veramente tali, ma piuttosto contengono numerose inclusioni che danno alla gemma il loro aspetto scuro.

Il Gemological Institute of America (GIA) classifica i diamanti di colore giallo e marrone a bassa saturazione come diamanti nella scala cosiddetta “normale” del colore, e applica una scala di valutazione dalla 'D' (bianco eccezionale) alla 'Z' (giallo chiaro). Aumentando dal grado D al grado Z aumenta la presenza del colore e diminuisce quindi il valore economico, diminuendo la rarità, a parità degli altri fattori.

Il GIA classifica i diamanti che hanno più colore di un diamante 'Z' come diamanti fantasia, insieme a quelli di colore diverso da giallo o marrone (blue, rossi, rosa, verdi etc). I diamanti fantasia più rari sono quelli di colore rosso, che non raggiungono mai dimensioni notevoli, seguiti da quelli color verde intenso e quindi da quelli blu.

Nella categoria dei diamanti quasi incolore una quantità inferiore di colore corrisponde ad un valore maggiore; al contrario nella categoria dei diamanti fantasia più colore significa di solito maggior valore.

Purezza

Perché diamanti si formano nelle profondità della terra, in condizioni di elevato calore e pressione, contengono spesso impronte (birthmarks) univoche, interne (inclusioni) o esterne (imperfezioni superficiali).

La purezza di un diamante è la relativa assenza in una gemma di inclusioni e di caratteristiche esterne o di superficie, che nel loro insieme si definiscono caratteristiche di purezza. Diamanti senza questi birthmarks sono rari e la rarità influisce sul valore di un diamante. Utilizzando il sistema di classificazione del Gemological Institute of America, ai diamanti viene assegnato un grado di purezza che varia da puro (FL) a incluso (I).

Ogni diamante è unico. Quasi nessuno è assolutamente perfetto sotto  ingrandimento 10 ×, anche se alcuni ci si avvicinano. I diamanti perfettamente puri sono eccezionalmente rari. Molti gioiellieri non ne hanno mai visto uno.

La scala di purezza GIA contiene 11 gradi, con la maggior parte dei diamanti che rientrano nelle classi VS (incluso molto leggermente) o categorie SI (leggermente incluso). Nel determinare un grado di purezza, il sistema GIA considera la dimensione, natura, posizione, colore o rilievo e quantità di caratteristiche interne ed esterne visibili sotto ingrandimento 10×.

Puro (Flawless FL) – Nessuna inclusione o caratteristica esterna visibile ad un esaminatore esperto mediante ingrandimento 10x

Internamente puro (Internally Flawless IF) – Nessuna inclusione e solo caratteristiche esterne insignificanti, visibili ad un esaminatore esperto mediante ingrandimento 10x

Incluso molto, molto leggermente (Very Very slightly included VVS1 e VVS2) – Inclusioni minute che variano da estremamente difficili (VVS1) a molto difficili (VVS2) da osservare per un esaminatore esperto a ingrandimento 10 ×

Molto leggermente incluso (Very slightly included VS1 e VS2) - Inclusioni minori che variano da difficili (VS1) a leggermente più facili (VS2) da osservare per un esaminatore esperto a ingrandimento 10 ×

Leggermente incluso (Slightly included SI1 e SI2) – Inclusioni notevoli che variano da facilmente visibili (SI1) a molto facilmente visibili (SI2) da osservare per un esaminatore esperto a  ingrandimento 10 ×

Incluso (Included P1, P2 e P3) – Inclusioni ovvie a 10 × ingrandimento e possono influire sulla bellezza e/o durevolezza della pietra ed essere visibili ad occhio nudo

Taglio

Il taglio comprende l’insieme delle proporzioni e della qualità della finitura di un diamante.

Il segreto della bellezza di un diamante polito si nasconde nella complessa interazione tra la pietra e la luce: nel modo in cui la luce incontra la superficie della pietra; nella quantità di essa che riesce a entrare nel diamante; nel modo in cui e sotto quale forma essa ritorna verso gli occhi dell’osservatore.

Il risultato è una magnifica esibizione di tre attributi ottici: la brillantezza, ossia quella combinazione di riflessi si luce bianca provenienti dalla superficie e dall’interno di un diamante; il fuoco, termine che si riferisce alle fiammate di colore emesse da un diamante; e lo scintillio, costituito da lampi di luce visibile quando il diamante, la fonte di luce o l’osservatore si muovono.

Le proporzioni di un diamante polito influiscono sul suo rapporto con la luce e, di conseguenza, sulla sua bellezza e sul suo aspetto. I diamanti con proporzioni, simmetria e politura più raffinate ottimizzano tale relazione e presentano maggiori quantità di brillantezza, fuoco e scintillio.

Il trattamento dei diamanti

Gli sviluppi della moderna tecnologia hanno reso possibile sottoporre i diamanti ad una varietà di trattamenti. Esistono ad esempio oggi trattamenti che possono indurre il colore, possono schiarirlo e migliorare la purezza apparente della gemma trattata.

Il “processo migliorativo” o “trattamento” delle gemme è definito come ogni procedimento tradizionale diverso dal taglio e dalla politura che migliori l’apparenza (colore/purezza/creazione di effetti ottici particolari), la durevolezza o la disponibilità sul mercato di una pietra preziosa. Il trattamento è considerato permanente se i suoi effetti non cambiano in condizioni di normale uso, taglio, riparazione, pulizia o esposizione alla luce ed al calore.

Di seguito sono definiti i codici utilizzati nei documentI prodotti dalla GEA – Analisi Gemmologiche ove sia stata verificata la presenza degli stessi trattamenti.

TRATTAMENTI RIGUARDANTI LA PUREZZA

TLd   Foratura Laser: uso di una foratura a laser per raggiungere e rendere meno visibili le inclusioni. La stabilità di questo trattamento è molto buona.

TFf   Riempimento: riempimento di cavità superficiali o di fessure affioranti con sostanze incolori quali vetro o sostanze similari. Questo procedimento può migliorare l’apparenza della gemma. Il trattamento non è permanente e può essere rimosso in modo accidentale con l’esposizione a variazioni della temperatura, a ultrasuoni e al contatto con sostanze chimiche.

TRATTAMENTI RIGUARDANTI IL COLORE

TIr Irraggiamento: uso di neutroni elettroni ad alta energia per alterare il colore del diamante. L’esposizione a forte calore può modificare il colore della gemma.

TAn Annealing: uso controllato di riscaldamento e raffreddamento per raggiungere la desiderata alterazione di colore. Può essere usato in combinazione con l’irraggiamento. Il colore può essere cambiato con l’esposizione a forte fonti di calore, come ad esempio nel caso di riparazioni di routine.

TRi  Rivestimento: uso di processi migliorativi superficiali come ad esempio la smaltatura, o l’applicazione di pellicole per migliorare l’apparenza della gemma, modificare il colore o aggiungere altri effetti speciali. Il trattamento non è permanente e può essere rimosso in modo accidentale con l’esposizione a variazioni della temperatura, a ultrasuoni e a sostanze chimiche o con la politura della gemma.

THp Alta pressione - alta temperatura: L’uso combinato di alta pressione e temperatura per raggiungere la desiderata alterazione del colore. La stabilità di questo trattamento è molto buona.